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Lunghezza sul ponte:
22,94 m

Length on the waterline:
16,78 m

Maximum width:
4,20 m

Freeboard:
1,36m

Maximum draft:
3,35 m

Sail area:
277,00 mq.

Displacement:
50 Tons.

Ballast:
25 Tons. of lead

Accommodation:
3 double guest cabins with 2 bathrooms
1 cabin for 3 crew members with bathroom

Design:
Johan Anker

Construction:
Anker&Jensen 1937

Tempi moderni e I lavori di restauro  
La barca fu trovata in Grecia nell’ottobre del 2000 dall’attuale armatore completamente trasformata e appesantita: una enorme sovrastruttura occupava una parte importante della coperta, nata flush deck. L’albero di quasi 30 metri era stato scorciato di oltre 6 metri, il boma di 3. Gli interni erano stati completamente stravolti nel tentativo di ricavare quante più cabine possibile. Ma la linea della barca faceva intuire un cavallo di razza. Con grande coraggio e fiducia, visto che ancora la storia della barca era sconosciuta, furono avviati i lavori di restauro strutturale presso il cantiere Francesco Del Carlo di Viareggio e, di pari passo, la lunga ricerca storica che ha portato a rivalutare questo formidabile scafo via via che riprendeva forma e splendore. Il restauro ha visto protagonisti oltre alle maestranze del Cantiere Del Carlo di Viareggio, lo studio Faggioni di La Spezia ed Enrico Zaccagni, autore delle ricerche storiche e coordinatore delle varie ditte che sono intervenute per la realizzazione dei vari impianti.


Il recupero di questo scafo è stato guidato, lontano da atteggiamenti fanatici o eccessivamente conservatori, da un'onesta ricerca del miglior compromesso. Il nuovo armatore, infatti, inseguiva un preciso obiettivo: che Magda XIII per quanto possibile tornasse fedele al progetto originale, ma che allo stesso tempo fosse dotata dei più moderni impianti per garantire sicurezza e comfort di navigazione. Il risultato finale è davvero originale: Magda XIII, uno splendido scafo di legno con le forme di una classe metrica anni ’30 nasconde al suo interno, senza eccessive forzature che diano luogo a stonature, le tecnologie del 2000: un potente motore da 238 HP, installato sotto la linea di galleggiamento per cercare di mantenere basso il baricentro, serbatoi per 800 lt di acqua e 780 di combustibile, anch’essi installati molto bassi per lo stesso motivo, due serbatoi per le acque grigie e due per le acque nere, un dissalatore da 100lt/h, un generatore di corrente da 9Kw, un impianto di aria condizionata da 42000 BTU, frigorifero, freezer e forno elettrico/microoonde, un impianto stereo multi-room che diffonde l’audio in tutte le cabine. La gestione dei dati di navigazione proveniente dagli strumenti può essere effettuata da un computer, interfacciato con gli strumenti di navigazione, e collegato a tre monitor: uno in salone, uno al carteggio ed uno in pozzetto, nascosto e quasi invisibile dall’esterno. A bordo è stato inoltre installato un sistema di monitoraggio "touch screen" dotato di tre pannelli operatori ( in pozzetto, al carteggio e a fianco della cuccetta del comandante ) che permette sia di visualizzare le informazioni vitali della imbarcazione (stato delle batterie, livelli serbatoi, dati navigazione, allarmi, parametri motore etc.), sia di attivare apparati e comandare utenze (accendere luci, far partire o fermare pompe, estrattori, motori, etc.). La grande versatilità di questo sistema ha permesso di eliminare il classico (ed antiestetico) quadro sinottico, insieme a tutti i display ad esso associati, ed anche i livelli e gli allarmi dei serbatoi.

Sono stati sostituiti oltre 400 metri lineari di fasciame di oregon pine. Il ponte, bagli compresi, è stato completamente ricostruito. Osteriggi e discenderie sono state realizzate basandosi sui piani generali originali ritrovati al Det Norske Veritas ad Oslo e sulle tavole esecutive magistralmente disegnate dallo studio Faggioni di La Spezia che ha collaborato al progetto. Per gli interni è stato utilizzato il miglior mogano trovato dopo un anno di ricerca in Italia e all’estero. Un tronco di 12 metri lineari di lunghezza e circa 7 metri cubi di volume di mogano Sipo (Entandrophragma utile) perfettamente stagionato, con venature e focature molto simili a quelle del mogano dell’Honduras (Swietenia macrophylla) col quale erano stati realizzati gli interni originali, come verificato dalle preziose fotografie gelosamente custodite dai discendenti dei precedenti proprietari in Norvegia ed in Svezia e gentilmente messe a disposizione per il restauro. Anche l’albero ed il boma sono stati ricostruiti con tavole di pino dell’Oregon, come gli originali, troppo rovinati per poter essere ri-allungati come da disegni originali.
Magda XIII è stata ricostruita sotto l’attento controllo del Registro Navale Italiano ed ha ottenuto da questo ente il livello di classificazione più alto:

100 - A - 1.1 - "Y"

 


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