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Lunghezza sul ponte:
22,94 m

Length on the waterline:
16,78 m

Maximum width:
4,20 m

Freeboard:
1,36m

Maximum draft:
3,35 m

Sail area:
277,00 mq.

Displacement:
50 Tons.

Ballast:
25 Tons. of lead

Accommodation:
3 double guest cabins with 2 bathrooms
1 cabin for 3 crew members with bathroom

Design:
Johan Anker

Construction:
Anker&Jensen 1937

La fantastica storia di Magda XIII  

Alla fine degli anni 20 non esisteva più da un decennio la classe da regata dei grandi, potentissimi e nervosi velieri da 50' piedi al galleggiamento, come i New York 50’ negli Stati Uniti ed i 15 Metri Stazza Internazionale in Europa: barche complesse, armate al picco, con bompressi enormi e boma che fuoriuscivano abbondantemente dalla poppa. Erano diventati giocattoli troppo costosi per essere utilizzati solo in regata.
Ma i progettisti più arditi cominciarono a riproporre ad armatori appassionati di emozioni nelle regate ad handicap barche di caratteristiche veliche simili, ma più moderne e più semplici, più confortevoli e adatte anche alla crociera.
Per questo si trovano nella storia dello yachting alcune barche molto spinte costruite sulla lunghezza al galleggiamento di 14,50--16,50 m e con caratteristiche di forme, di dislocamento, di coefficienti e di velatura che ricordavano in grande i 12M SI (12 metri Stazza Internazionale).
Queste barche erano già moderne e, come le classi metriche, vantavano altissimi alberi con armo Marconi e grandi slanci invece dei lunghi bompressi.
Per esempio Hallowe'en, un Fife del 1926, o, più tardi, Oiseau de Feu ex Firebird X di Charles Nicholson, o Stiarna, Bloodhound e Foxhound, tutti di Nicholson, per rimanere in Europa, o Escapade di Philip Rhodes, Baruna di Olin Stephens, ancora più innovativi, come esempi della seconda metà degli anni ’30 in America.
Nel 1930 Hallowe'en fu acquistata da Alfred Larsen, forse il più grande regatante e velista norvegese di tutti i tempi, che la nominò Magda XII. Dopo 5 anni di regate e di crociere, il famoso yachtman chiese a Johan Anker di progettare e costruire una barca basandosi sull'esperienza di Hallowe’en e di altre potentissime barche che aveva posseduto, tra cui un 15MSI di Fife del 1910: Magda X, ex Beduin ex Sophie Elizabeth. La nuova barca doveva essere la barca più veloce del momento nelle sue dimensioni.
La scelta fu semplice per uno dei progettisti più prolifici di vittoriose imbarcazioni da regata. Anker progettò un 15MSI con armo Marconi: probabilmente l’unico esemplare mai progettato e costruito sulle regole della terza formula di Stazza Internazionale entrata in vigore nel 1934. La barca risultava da progetto estremamente invelata, sicuramente velocissima, ma poco confortevole per l'età avanzata di Larsen. Per questo, ridotto un pò il piano velico e modificati leggermente i volumi per permettere maggiori comforts, fu indicata come 15M Krysser ( "crociera", in norvegese), ma sulla vela aveva, ed ha ancora oggi, la sigla "D", indicativo della classe 15MSI, ed il numero 11; "15M Krysser" è la denominazione che abbiamo rilevato sui piani di costruzione originali presso il Det Norske Veritas (il registro navale norvegese) e sui fogli di calcolo di Anker al termine di una appassionante ricerca.


Magda XIII fu costruita in classe A1 del registro navale norvegese nel cantiere di Anker &Jensen a Vollen, a sud di Oslo, col numero di costruzione 420 e scese in mare nella primavera del 1938. Si tratta dell’imbarcazione più grande costruita da quel cantiere, tra quelle registrate nel Lloyds Register. Lunghezza fuori tutto 73,5piedi (m 22,70), Dislocamento 46 T. La barca ha una zavorra in piombo di ben 24 tonnellate ed un pescaggio di 3,35 m. Una stabilità di peso elevatissima per gestire una velatura molto alta e molto generosa. Lo scafo fu costruito in sistema composito con fasciame di Oregon Pine da 50 mm su ossature di acciaio imbullonate, alternate ad ordinate sottili di quercia per mantenere un peso limitato ed una grande rigidezza. Fu l’ultima grande barca progettata e costruita da Johan Anker che morì nel 1940.
Alfred Larsen, l’anziano armatore incontrastato vincitore di moltissime regate dalla sua prima vittoria internazionale della “Coppa del Re” (Kungapokalen) del 1891 con la prima Magda, non riuscì a godersi molto la sua barca più grande e più potente, e nel 1939 si ritirò dalla nautica e cedette Magda XIII a Ingar Dobloug, altro famoso anziano regatante norvegese.
La tradizione marinaresca in Scandinavia prevede che un nuovo armatore all’atto dell’acquisto di una imbarcazione possa rinominarla senza che la cosa appaia disdicevole, come agli armatori inglesi, o di cattivo augurio come credono i marinai italiani. Abbiamo visto come Hallowe’en fosse stata rinominata Magda XII da Larsen, e vedremo che Magda XIII diverrà Rollo V sotto Ingar Dobloug. Infatti Rollo erano state le vittoriose barche da regata dei Doublog. Rollo IV, un famoso 10MSI costruito e progettato da Anker, era una sorella minore di Magda del 1936.

Tra il 1939 ed il 1940 la Germania nazista invase la Norvegia.
Dopo l’inizio della guerra le barche del KNS (Real Yacht Club Norvegese) non si muovevano quasi più dal porto, e si facevano notare il meno possibile. Non ci furono più regate né durante la prima estate dopo l’inizio della guerra, né in quelle seguenti. Le belle barche, meticolosamente lucidate, erano una tentazione per i militari tedeschi, che infatti sequestrarono Sira del Principe Olav, NoregIII, un 6 MSI, e Rollo V, appena acquistata da Ingar Dobloug. Lo stesso Dobloug fu arrestato e rinchiuso a Grini (campo di concentramento in Norvegia).

Dopo la guerra Dobloug fu liberato e gli fu restituita l’amata Rollo V. Gli fu però consegnata in condizioni pietose: gli stivali dei militari e l’atteggiamento irrispettoso nei confronti della altrui proprietà, oltre alla mancanza di manutenzioni, avevano senza dubbio lasciato tracce sulla barca e sulle attrezzature. Ma Dobloug, grazie alle sue cospicue sostanze, al suo spirito di iniziativa, e all’amore per la sua barca affrontò la sfida del recupero e riportò la barca nuovamente in perfetto stato. Questo processo però modificò il piano velico della barca in yawl e comportò l’installazione di un motore per renderla più facilmente gestibile e maneggevole.
Con tre persone di equipaggio a bordo Dobloug riusciva a condurre la sua grande Rollo V, barca imponente sotto tutti i punti di vista, in crociera con la sua famiglia e con pochi amici velisti, finché non se ne separò nel 1962, dopo una lunga e sicuramente ricca vita da velista densa di regate e di navigazioni. Ingar Dobloug fu un personaggio importante per lo sport della vela norvegese. Non solo per i risultati che ottenne come skipper gareggiando con le sue numerose barche, ma anche per il suo importantissimo contributo per l’amministrazione e l’economia del KNS, del quale fu per tanti anni membro del consiglio d’amministrazione, anche con l’incarico di presidente. Il proprietario dei cinque Rollo morì nel 1976, all’età di 86 anni. Molte di queste notizie mi sono state narrate con grande emozione da Ingar Dobloug Jr., il figlio attualmente  87enne, che ho conosciuto ad Oslo l’estate 2002 in un pellegrinaggio sulle tracce di Magda XIII.

Il proprietario successivo fu Kristian Gjölberg, che lasciò il nome Rollo alla barca; sicuramente una scelta approvata da Dobloug. Gjolberg a sua volta vendette la barca nel 1970 alla famiglia Falk di Stoccolma. Ai figli di Gjolberg e Falk dobbiamo la maggior parte delle foto e dei filmati d’epoca più recenti della barca. Nel 1973 la barca fu venduta ad un armatore greco che inizialmente la tenne in Spagna sotto il nome di Eolos, poi col nome di Hermina III fu trasformata in battello da charter, senza rispetto per la sua coperta flush deck ed i suoi interni signorili che vennero stravolti.


Ingar Dobloug jr. mi ha raccontato che Alfred W.G. Larsen aveva sempre desiderato di essere il proprietario della barca più veloce dei fiordi. Per battere suo figlio Fridtjof, che aveva acquistato la veloce “Vema III” di Unger Vetlesen, la barca del giubileo del ’33, un 12 Metri Stazza Internazionale , il vecchio Larsen richiese ad Anker di costruire una barca ancora più veloce. Il risultato fu "Magda XIII" . Con venti portanti, Larsen senior non ebbe sicuramente difficoltà a gareggiare con suo figlio…

di Enrico Zaccagni

 


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